Una domenica a Villa Pace

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Nemmeno il tempo di rendermi conto di essere nuovamente in terra sicula e mi ritrovo durante una ventosa domenica mattina, con mia madre e una sua amica, a una mostra archeologica dal titolo Da Zancle  a Messina.

Accoglienza perfetta: abbiamo atteso solo pochi minuti prima di iniziare un fantastico  tour guidato  che ci ha concesso di curiosare tra vasellame e oggetti di vita quotidiana dei nostri più lontani antenati messinesi. Il tutto nella splendida cornice di Villa Pace (proprietà prima della famiglia Sanderson, poi Bosurgi, infine dell’Università di Messina).

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Il percorso, organizzato per temi (abitato/necropoli) e per epoche (età preistorica; greco-romana; medievale e moderna), permette al visitatore di conoscere una Messina antica, sommersa, che però ci sussurra ancora la propria storia.

Fanno parte dei ritrovamenti esposti non solo vasi, salsiere, piatti, ma statuette e altari per ingraziarsi il favore divino; e ancora oggetti probabilmente parte di corredi funerari ed epigrafi. Concentrato all’interno di poche luminose pareti troverete insomma la vita quotidiana, spirituale e ultraterrena rappresentate da reperti di epoche e stili diversi, dal preistorico, all’ellico e al romano.

Visibili al pubblico inoltre epitaffi funerari di grande interesse e una dScreen shot 2016-03-05 at 13.32.43edica della prima età imperiale romana, probabilmente ad Orione, mitico creatore della Falce e del Peloro,  che recita:

Salve, beato germoglio venerabile della nostra terra, signore di Zancle dal bel porto e del capo Peloro, tu che guardi lo stretto passaggio e le correnti dello Stretto, dove, essendo l’onda sospinta avanti e indietro, il mar Tirreno si solleva contro l’Adriatico.

Nell’ultima sala la sezione numismatica che ci ricorda dello splendore e dei privilegi che la nostra città godeva in passato. Ed infine le ceramiche del periodo medievale e moderno,  a noi tutti più familiari.

Grazie al successo e alla copiosa ed inaspettata affluenza apparentemente la mostra, prevista per un solo mese, è stata protratta fino alla fine di marzo. Quindi, consiglio a tutti vivamente di farci un salto, un pò per interesse storico e culturale, per far qualcosa di diverso e nuovo, per vedere la villa, e perché no, per incoraggiare mostre simili nell’attesa che nasca un museo archeologico della città.