Kensington Palace

Visitare Kensington Palace è davvero semplice se si vive ad Oxford, basta prendere l’Oxford Tube, scendere a Notting Hill, e dopo qualche minuto a piedi, ecco i Kensington Gardens. Così sabato scorso, nonostante le raffiche di neve, abbiamo deciso di visitare questa ben nota attrazione turistica.

Il nome Kensingotn è familiare a molti. I giardini fanno da sfondo alle avventure di Peter Pan in Peter Pan in Kensington Gardens di J.M. Barrie e il palazzo è tuttora residenza reale dei duchi di Cambridge William e Kate, del principe Harry e di altri membri della famiglia reale. Inoltre tutti ricordiamo il tappeto di fiori dinanzi al cancello d’ingresso del palazzo nell’estate del  1997 per la morte di Lady Diana.

Screen Shot 2018-03-19 at 20.30.37Il palazzo, in origine una villetta a due piani, venne acquistata da re William III nel 1689 perché i sovrani volevano trovare una residenza più consona alla cagionevole salute del re, ossia un luogo lontano dalle acque del Tamigi. Christopher Wren venne subito incaricato di ampliare la villetta. L’ingresso principale, spostato ad ovest sull’odierna Palace Avenue, venne sormontato da una torre con orologio e ai lati si costruirono un’ala nord per gli appartamenti della regina, e una sud per quelli del re.

Screen Shot 2018-03-19 at 20.34.00La visita inizia dalla scalinata del re, ricostruita in marmo in seguito a un incendio che nel 1961 distrusse parte delle stanze a sud. I dipinti alle pareti sono di William Kent, che era ancora un pittore poco noto quando re George I gli iniziò a commissionari alcune decorazioni. Gli affreschi della scalinata, completati nel 1725, in realtà furono l’ultima commissione per Kent. Gli invitati a corte salendo i gradini illuminati dalle lanterne a lato avrebbero riconosciuto sulle pareti i volti di alcuni cortigiani dell’epoca. Ad esempio Peter the Wild Boy ritratto nell’ultima scena in verde. Peter era diventato famoso alla corte del re inglese. Era stato trovato all’età di 11 o 12 nelle foreste di Hannover e  venne descritto come un mezzo uomo/mezzo animale Incuriosito dalle storie di questo ragazzo che non era in grado di parlate, re Giorgio, lo fece portare alla propria corte e lo regalò, ahimè lo si considerò quasi alla stregua di un oggetto, alla nuora, la principessa Carolina di Ansbach. Peter fu al centro di dibattiti culturale sul tema del ‘selvaggio’ da parte di Swift e Defoe, il primo trattando l’argomento in modo satirico in The most wonderful wonder that ever appeared to the wonder of the British nation, il secondo analizzandone l’umanità in Mere Nature delineated.

20180317_151202.jpgLa visita continua nella pinacoteca di re William III progettata nel 1695 e che conserva Le Muse di Jacopo Tintoretto; l’Adorazione dei Magi di Veronese, copia parziale di un’opera conservata alla National Gallery di Londra; e l’Alluvione di Jacopo Bassano. Tutte opere acquistate da Charles I dalla collezione Gonzaga e che vennero esposte in questa sala per progetto di William Kent, sotto George I.

Il salotto del re venne arricchito da un affresco sul soffitto (1722) e da opere d’arte alle pareti sotto il regno di George I e grazie ai sapienti interventi di William Kent. Questa stanza era il punto focale della vita a corte in cui il re incontrava membri della corte ambasciatori e sovrani stranieri. Non si trattava solo di visite ufficiali, ma si intrattenevano gli ospiti anche con giochi a carte, balli e banchetti. Nella sala si può ammirare un Venere e Cupido del Vasari, che era una delle opere predilette di re George II. Quando il re tornò da Hannover nel 1735 e scoprì che la regina in sua assenza aveva spostato alcuni quadri, tra cui questo, s’infuriò e ordinò subito che il dipinto tornasse a suo posto.

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La stanza della cupola fu il primo lavoro che George I commissionò a William Kent. splendide forme e sontuosi tinte dorate riescono a coprire la povertà dei materiali usati, non marmi pregiati, ma legno e intonaco. William Kent riuscì infatti a farsi commissionare il suo primo progetto dal re proprio perché chiese un compenso, 300 sterline, di gran lunga  inferiore  rispetto a quello chiesto da un ben più rinomato artista del tempo, Serjeant Painter, che invece ne voleva 800. Il soffitto venne dipinto con al centro il simbolo dell’ordine della giarrettiera, il più alto ordine cavalleresco inglese, per sottolineare la discendenza inglese della famiglia reale, originaria di Hannover. In questa sala venne inoltre battezzata la principessa Victoria, figlia di George II e futura regina.

La Privy Chamber era una delle stanza preferite della regina Caroline e del re George II in cui intrattenevano i propri ospiti. Non a caso venne decorata con ritratti degli antenati inglesi della coppia, proprio per sottolineare il diritto dei sovrani al trono dato nonostante le proprie origini germaniche. I volti così simili di due sorelle, Mary e Anne, scrutano e, allo stesso tempo, incantano i visitatori di oggi.

The Precence Chamber era la stanza in cui il monarca si consultava con i propri ministri. Da notare il caminetto adornato – qui si può vedere un dipinto che lo ritrae com’era nel XVIII secolo.

Si arriva così agli appartamenti della regina, dove Mary morì nel 1684 di vaiolo a soli 32 anni. C’è una piccola graziosa stanza da letto con baldacchino decorato, e una sala da pranzo dove Mary e William solevano cenare in privato, spesso a base di birra e pesce, lontano da occhi indiscreti. La camera seguente, the Queen’s Chamber, è la stanza in cui la regina Anne, succeduta al trono dopo la morte del cognato William III, ebbe un clamoroso litigio con Sarah Churchill. Il rapporto tra queste due donne

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Queen Anne

è sempre stato piuttosto discusso. Fragile e insicura la regina Anne strinse un’amicizia molto intima con Sarah Jennings, una dama di corte. Sarah, rinomata a corte per la propria bellezza manipolatrice, sposò John Churchill e venne poi nominata da Anne Lady of the Bedchamber. Quando William III e Mary divennero sovrani nel 1689, Anne non si allontanò dall’amicizia invadente di Sarah, anzi continuò a cercare la sua compagnia forse anche per sopperire alla propria eterna solitudine, segnata dalla perdita di ben 17 figli. Infine, quando Anne fu incoronata regina nel 1702 e Sarah divenne automaticamente la donna più potente della corte,  Sarah raggiunse il culmine della propria influenza facendo insignire il marito del titolo di primo duca di Marlbourgh, divenendo così anche lei a sua volta duchessa. Col passare degli anni la regina si sentì sempre più sola e il rapporto con Sarah si deteriorò talmente che pare sia stata la stessa Sarah, forse mossa da gelosia,  a spargere la voce su eventuali relazioni illecite della regina con alcune donne della corte. Anne finì per ritrovarsi sommersa da velenose illazioni e alla fine, stremata da questi pettegolezzi, cacciò via Sarah dalla corte proprio nella Queen’s Chamber di Kensington Palace.

 

Dopo questa parentesi di gossip storico, torniamo alla visita. Dopo la Queen’s Chamber, si trova la Queen’s Gallery, un’estensione degli appartamenti reali voluta dalla regina Mary. Quest’ampia e lunga sala adornata da quadri e opere d’arte porta alla scalinata della regina, molto più semplice di quella del re, e caratterizzata da scalini alquanto bassi per poter consentire alla regina una soave e scenica discesa.

Questa scalinata conduce dal secondo piano al primo, dove si trova la sezione dedicata alle regina Vittoria che purtroppo al momento è chiusa al pubblico per restauro. In compenso si può visitare la mostra Diana: Her fashion story, ma ne parlerò nel mio prossimo post.