Diana: Her Fashion Story

Questo è il titolo della mostra aperta al pubblico a Kensington Palace fino al 25 aprile di 2018.

Come accennato nel mio post precedente – Kensington Palace è un luogo strettamente  legato alla principessa Diana. Nel 1981 uno degli appartamenti del palazzo divenne la residenza londinese dei giovani sposi Charles e Diana, e rimase residenza ufficiale di Diana anche dopo il divorzio della coppia nel 1996. È inoltre ancora vivo nella nostra memoria il ricordo del tappeto di fiori di fronte al cancello dopo la tragica morte della principessa nell’ormai lontano 1997.

La mostra Diana: Her Fashion Story si prefigge lo scopo di seguire l’evoluzione dello stile di Diana, e di metterlo in relazione ai profondi cambiamenti avvenuti nella sua breve vita.

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Da capi sognanti e principeschi per una Diana riservata e timida, a monocromatici tailleur con particolari dettagli per visite ufficiali, a lunghi abiti da sera di stoffe pregiate per grandi occasioni.

citazioni di stilisti o guru della moda ricoprono le pareti di alcune sale che ospitano al centro i preziosi capi.

Alcune signore commentano i vestiti ma soprattuto gli eventi in cui furono indossati, tirando fuori dei ricordi legati a quando videro le immagini sui rotocalchi. Chiacchierano allegramente, incuranti degli altri visitatori.

Io percorro le sale in silenzio, osservando le stoffe e leggendo qualche descrizione. È strano immaginare che quei capi, quegli stessi capi che ho di fronte sono gli stessi ritratti nelle  foto in basso, gli stessi indossati da Diana e finiti sulle copertine di milioni di giornali. Esattamente gli stessi.

Uno degli abiti lunghi esposti, di velluto nero, fu indossato in occasione della visita alla Casa Bianca nel 1985. È lo stesso della famosa foto in cui balla con John Travolta. C’è anche un immancabile abito firmato Gianni Versace, grande amico di Diana- lo si vede di sfondo nella seconda foto in alto, sulla sinistra.

L’ultima sala vede esposte delle bellissimo foto scattate da Mario Testino negli anni ’90.

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Si resta un pò incantati da stoffe e decorazioni degli abiti. La mostra mi ha lasciato una strana sensazione, è stato come entrare in un enorme guardaroba che non era il mio, come entrare in una boutique con abiti esposti, ma dietro un vetro. Abiti intoccabili, troppo preziosi. È stato come curiosare in una vita così diversa dalla mia, eppure il suo viso è tuttora così familiare e vivo. Nonostante tutto.