Sri Lanka – giorno 1

22 aprile 2018

Oggi è in realtà il primo vero giorno del nostro viaggio in Sri Lanka.

Siamo arrivati qualche giorno fa a dir il vero, e abbiamo alloggiato al Letwing Lagoon per due giorni in occasione del matrimonio di un’amica. Il giorno seguente, dopo un’ultima nuotata nella piscina dell’hotel (di ben 100 metri!), abbiamo incontrato Chami, il nostro autista/guida, che ci ha portati da Negombo a Trincomalee, ovvero dall’altra parte dell’isola.

L’hotel dove alloggiamo è carino- ovviamente non raggiunge gli standard di quello di Negombo, ma si è rivelato una perfetta base d’appoggio per due notti. Ieri sera abbiamo anche cenato in hotel. Finalmente una cena a base di pesce fresco, anche se un po’ troppo cotto. Ma dato che ci era capitato anche altre volte, pensiamo possa essere il modo in cui il pesce viene servito qui in Sri Lanka.

Siamo davvero carichi stamattina: oggi inizia davvero la nostra avventura.

Nonostante qualche spiacevole sorpresa – secondo l’agenzia la prima escursione non era inclusa nel nostro pacchetto- la giornata è stata più che piacevole.

Alle 8 del mattino siamo andati a Pigeon Island, a soli pochi minuti in barca dall’hotel.

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Era da qualche anno ormai che non mi capitava di rilassarmi così tanto in mare. Ormai quando torno in Sicilia, avendo pochi giorni a disposizione, andare al mare è diventato un impegno marginale rispetto allo stare con famiglia e amici. Eppure vivendo in una città i cui colori predominanti sono il grigio biancastro del cielo nuvoloso,  il verde brillante dei prati rigogliosi e il giallo ocra degli edifici medievali di Oxford, il blu è proprio un colore di cui si sente la mancanza. E oggi eravamo circondati da varie tonalità di blu, tra cielo e mare.

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Sabbia bianca e parzialmente ricoperta da frammenti di coralli, vegetazione rigogliosa e acqua trasparente. Cosa si può chiedere di più?

Inoltre basta prendere maschera, pinne e boccaglio per scoprire dei fondali incantevoli abitati da coralli, pesci tropicali, stelle marine, squaletti (niente di pericoloso, tranquilli) e tartarughe marine (ma noi non siamo stati abbastanza fortunati da vedere queste ultime).

Siamo rimasti a nuotare per tutta la mattina e purtroppo nonostante avessimo messo abbondante crema protezione 50 al rientro in hotel abbiamo appreso a nostre spese che il sole qui picchia davvero.

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Nel pomeriggio, cambio di programma rispetto all’itinerario: giro a Trinco.

La cittadina è sempre stata famosa per il suo porto dalle acque profonde ma negli ultimi anni il suo nome è rimasto legato alla guerra civile che ha turbato il Paese negli anni ’80. Si trovava infatti vicino alla roccaforte dei ribelli e assistette inerme al crescere delle tensioni tra le comunità locali: tamil, mussulmana e singalese.

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La nostra visita pomeridiana si è limitata a Fort Frederick, situato sulla penisola che divide Back Bay da Dutch Bay. Il forte, tuttora in uso, venne originariamente costruito dai portoghesi nel 1623, e da allora passò nelle mani delle varie potenze straniere che colonizzarono l’isola: dagli olandesi agli inglesi, ai francesi, persino ai giapponesi durante la seconda guerra mondiale.

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Abbiamo percorso la strada lungo il forte a piedi, quasi seguendo una processione di abiti dalle stoffe colorate che danzavano al ritmo della brezza marina.

Erano per lo piu famiglie. Alcune di loro ci hanno fermato sorridenti e direi incuriositi, per chiederci da dove venivamo e per avere una foto con noi. Soprattutto i bambini erano quasi incantati da noi e curiosi allo stesso tempo. Un gruppo si è proprio fermato a parlare con noi, un ragazzino faceva da interprete e alla fine ci ha anche fatto un gioco di magia.

Lungo il percorso verso il tempio noterete una costruzione coloniale, la Wellesley Lodge chiamata così per il duca di Wellington, Arthur Wellealey, che visse lì nel 1800.

Alla fine della penisola vi troverete sulla roccia Swami ove sorge il coloratissimo tempio induista di Koneswaram Kovil.

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Questa visita fuori programma si è rivelata davvero piacevole e al ritorno, Chami ci ha fatto trovare una sorpresa: due buste di medu vada (ulundu vadai in tamil), ciambelle fritte di dahl (lenticchie rosse decorticate), peperoncino e coriandolo.

Abbiamo pranzato in un ristorante indiano, da prezzi molto più ragionevoli degli hotel in cui avevamo cenato nei giorni precedenti, e siamo tornati in hotel, ancora leggermente frastornati dal sole.